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The big sleep

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

Era una mattina piuttosto nuvolosa d’ottobre e io portavo il mio completo blu fumo, camicia blu scuro, cravatta con fazzoletto da taschino assortito, scarpe nere, calzini di lana nera con puntini blu… Ero in tutto e per tutto, insomma, come dev’essere un detective privato ben vestito. L’uomo che m’aveva fatto chiamare valeva quattro milioni di dollari.

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

Stavo appoggiato al banco di un bar della Cinquantaduesima Strada, aspettando che Nora terminasse le sue commissioni natalizie, quando una ragazza si alzò dal tavolo dove stava seduta con tre persone, per avvicinarsi a me. Era piccola di statura, bionda, e sia che se ne considerasse il viso o la figura nell’abito sportivo azzurro-polvere, il risultato era comunque soddisfacente. Dashiell Hammett

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

Lascio una scia bianca e inquieta, acque pallide, facce più pallide, dovunque passo. Le onde invidiose si gonfiano ai lati per sommergere la mia traccia: facciano, ma prima io passo. (Achab)

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

Sono stato tutta la mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio l’ho tolta.

Oscar Wilde

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

e dunque godiamo l’oblio
dell’ultima lotta
e ai templi tutti degli dei
con danze notturne muoviamo
e Bacco ci guidi

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

“Un racconto può essere scritto con la bottiglia…”

F. Scott Fitzgerald

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

La professione di scrivere libri fa apparire le corse dei cavalli un’attività solida, stabile. John Steinbeck

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

La prima cosa che lo scrittore inventa è il personaggio che scriverà le sue opere. Nicolás Gómez Dávila

Diario di uno scrittore

By suzannekijko febbraio 16th, 2014, under Senza categoria

Per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un’idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l’idea dell’unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un ‘idea universale, e quando non lo comprendevano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l’arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l’Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? È sorto un piccolo regno di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, … un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale (cioè non l’unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!

Fëdor Dostoevskij

Rosso Armani per Suz

By suzannekijko gennaio 9th, 2014, under Senza categoria

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